Sterilità femminile.

antiche ricette di erboristeria curativa2

Formule:

Quando la sterilità è stata curata dai buoni medici con il raschiamento esplorativo, che chiarisce lo stato della mucosa e che provoca un miglior irroramento sanguigno dell’utero; quando si è ricorsi contro l’insufficienza ovarica con gli estrogeni per bocca alla dose di 1-2 mg al giorno fino al 10° giorno dalla fine del mestruo; progesteronici per bocca alla dose di 5 mg al dì durante l’intero intermestruo. Questa cura dovrà essere ripetute due volte. Tutto questo nei casi lievi.

Nei casi gravi: estrogeni e progesteronici, per via parenterale, in oltre 1 iniezione alla settimana di esatto ipofisario anteriore. Per via parenterale si intende la via di introduzione di un rimedio per via diversa che la bocca e il tubo digerente (iniezione, endovena).

Quando queste cure sono state fatte senza esito, allora si ricorre ai seguenti rimedi:

si beve il Cimino Ethiopico o Ameos, bevendone un tre grammi e mezzo  della sua polvere sottilissima in vino, un giorno sì e uno no, al mattino a digiuno. Poi si compie il coito nei giorno intermedi quando non si prende tale seme vegetale. Se ne prende al massimo 5 volte. E’ ottimo il Cimino che viene da Alessandria d’Egitto. Esso ha sapore e odore di Origano.

La tradizione antica consiglia pure l’Acqua di Magnanimità o Balsamus Magnanimitatis. Eccone la preparazione: si raccolgono una sufficiente quantità di formiche in primavera e si coprono per due o tre dita con della grappa. Si chiude bene il vaso e si mette a bagnomaria in digestione o putrefazione finchè le formiche si risolvono in liquore, si distilla e si mescola alla Cannella grossolanamente polverizzata, quanto basta per far prendere a detto liquido il colore di detta Cannella. Si prenderà quattro volte alla settimana un biscottino imbevuto nel liquido.

L’esperienza ha dimostrato che delle donne sterili sono diventate gravide.

Trattamento Terapeutico Consigliabile.

Questo si indirizza a tutti i turbamenti viscerali che accompagnano lo stato seborroico. Si ricorrerà a una igiene minuziosa: esercizio ginnastico, aria pura, idroterapia e frizioni; soppressione dell’affaticamento, regime alimentare strettamente vegetariano; ricorso a lassativi (aloe, rabarbaro). Si correggono le insufficienze glandolari (tiroide, ghiandole sessuali) con l’opoterapia. Contro l’anemia, si consiglia il ferro, l’arsenico, lo iodio, olio di fegato di merluzzo. Contro la diatesi, lo zolfo per via interna (miele solforato, zolfo colloidale, solfuro di calcio) e le cure termali nelle stazioni sulfuree. L’esperienza antica della scuola Salernitana consiglia una frizione giornaliera della testa con una cipolla mezza cotta sotto le ceneri calde, lavando poi il capo con acqua tiepida pura.

Una cura interna dovrà essere fatta con il seguente decotto:

  • Bardana radice         gr 10
  • Noce foglie             gr 20
  • Fumosterno foglie     gr 18
  • Dente di leone radice     gr 20
  • Prugnolo fiori         gr 20
  • Calamagrostite         gr 15

Questo decotto si prepara tritando e mescolando bene il vegetale. Dose: mezzo cucchiaio da tavola delle erbe in gr 200 d’acqua. Bollire 5 minuti. Bere un bicchiere 1-2 volte al giorno lontano dai pasti. Fare questa cura per un mese, ma sospendere durante luglio e agosto. Nel mese successivo sostituire la seguente formula a quella di prima:

  • Bardana radice         gr 30
  • Vedovella selvatica     gr 20
  • Noce foglie             gr 20
  • Borragine fiori         gr 10
  • Dulcamara rami giovani     gr 10
  1. Decotto da prepararsi tritando e mescolando bene i vegetali. Dose: 1 cucchiaio da tavola delle erbe in gr 250 d’acqua. Bollire 5 minuti. Bere un bicchiere alla mattina a digiuno per almeno 50 giorni.
  2. Fanno bene i raggi ultravioletti.
  3. Vi laverete la testa con acqua calda nella quale, avrete sciolto bicarbonato o borato di sodio al 3%.
  4. Se poi l’azione delle influenze astrali rendesse la seborrea ancora ostinata, troveremo altre soluzioni per ottenere la guarigione.

Avvertenze.

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